Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

sabato 25 gennaio 2014

Alter Ego

Amaranta è partita, ed anche se non mi ha voluto dire dove fosse diretta, io l'ho capito ed ho iniziato, da subito, a preoccuparmi.
Ha messo in valigia i suoi abiti più belli e quelle che lei chiama "le scarpe della regina", deccoletè da sballo, con un tacco a spillo temperato come una lama, arma impropria che lei usa anche come mezzo di difesa personale.
Scarpe fantastiche, quelle sue killer shoes, assolutamente valide sia come strumento d'attacco che di difesa (per sedurre o per toglier di mezzo, come ama specificare).
Ahimè, stavolta son per sedurre, e lo dico con apprensione, che il tipo in questione non è certo né amabile né facile, e che si porta dietro una cattiva fama a livello mondiale, proprio il genere che piace a lei.
                                                                                                                         
Ultimamente era inquieta, non trovava pace, tutto l'infastidiva e le veniva a noia.
Ne ha fatto le spese Iggy, il killer/salamandra, legato a lei da un insano cordone ombelicale, cosicché nutre nei riguardi della mia alter ego una passione morbosa ed ambivalente: talvolta è quella di un figlio, spesso quella di un padre, troppe volte quella di un amante.
Ma lei, forte del  potere di vita e di morte che esercita su questa strana creatura, non se ne avvede, anzi va giù dura con lui, che è sempre il primo a far le spese delle sue decisioni, improvvise ed umorali.
Così Iggy è di nuovo relegato nel suo anfratto sotterraneo dove, impotente, sferra calci alla porta sbarrata.
 A dire il vero quasi sempre Amaranta lo porta con sè, ma stavolta no, non era il caso, così il piccolo killer affetto da D.O.C, è rimasto nell'antro a menar calci alle pareti e a recitare instancabile le sue misteriose litanie.

Amaranta ha messo dunque in valigia gli abiti più belli e le "scarpe della regina" e ha lasciato uno scarno fogliettino viola: torno presto, non preoccuparti.

E' proprio quel suo "non preoccuparti" a farmi stare in apprensione.
Lei sa benissimo che io non ho alcuna possibilità, stavolta, d'interagire, di mettere in atto alcunchè per modificare gli eventi, richiamarla a me impedendole questa ulteriore pazzia, che stavolta ha deciso di mettersi alla prova proprio con quello là, assolutamente fuori controllo e che ne sà una più del diavolo, anarchico e folle al tempo stesso, un mix pericoloso in un uomo sobrio, un miliardo di volte, ancor di più, in uno, come lui, perennemente in stato d'eccitazione, etilica e sessuale.

La colpa è mia, assolutamente mia, sono io che gliel'ho fatto conoscere, sia pure indirettamente, così lei se ne è invaghita, lei che fa innamorare ma raramente s'innamora, di solito attratta dalla sfida prima ancora che dall'uomo, sollecitata da quella sua connaturata esigenza di azione, scontro, affermazione e vittoria finale.

 Ma non credo che Henry Chinaski, perchè di lui stiamo parlando, che sulle sue tracce che Amaranta s'è involata, sia tipo da stendere al tappeto, più facilmente su un letto, questo è certo, e mi dà tanto l'idea che su quest'ultima ipotesi l'alter ego di Bukowski non muoverebbe, in tal senso, nessuna obiezione.
Ho paura che stavolta, Amaranta, se pur non l'ammetterà mai, neppure con se stessa, si sia davvero innamorata, una di quelle poche volte, e che alla fine a soffrirne sarà lei sola, che i tipi come quello là non li stendi al tappeto e nel letto ci restano solo il tempo necessario ai loro bisogni. Chinaski è fra tutti quelli della categoria il più instabile, cinico e volubile e, a completare il quadro, alcolizzato. Neppure una femmina del valore di Amaranta può farcela con un tipo simile. Ma la sfida è per lei troppo allettante e non la sfiora, neppure per un momento, la possibilità di tirarsi indietro.
Ancor meno l'ipotesi di un fallimento.

Ma ho pur cercato di porre rimedio a questa catastofe a cui io, sia pur incospevolmente, ho dato l'avvio, attraverso la lettura dei racconti di Bukowsky, cercando notte tempo un'alleanza proprio con lui, il deus ex machina, l'unico in grado di richiamare all'ordine il suo poco raccomandabile alter ego, ma non c'è stato verso d'arrivare ad alcuna intesa con Charles, evocato, con mezzi stregoneschi al limite dell'illecito, da quel mondo parallelo dove ora sta.

Mi ha ascoltato paziente.
Io parlavo mentre lui ingollava sorsate di birra, ho avuto l'impressione, però, che dentro di sé se la ridesse, e di gusto, immaginando forse la trama di un nuovo racconto con protagonista quel suo alter ego che di soddisfazioni gliene continua a dare, eccome!

Io - Charles aiutami ad evitare questa probabile catastrofe -
Bukowsky - Non capisco di cosa ti preoccupi. "Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità." Lasciali in pace e che si vivano il loro momento. E per quel che riguarda noi due, baby, la prossima volta che m'inviti ricordati di rifornire adeguatamente il tuo mobile bar, vedo solo bottiglie di "delicious", roba da femmine. Timide, per giunta -

8 commenti:

  1. Forse Bukovsky ha ragione impossibile impedire certe cose anche se la persona stessa coinvolta ne è consapevole. La si avverte e si sta pronti a raccoglierne i cocci, ma probabilmente tutti noi dobbiamo andare fino in fondo qualche volta, costi quel che costi. E poi chi sà , la vita è un finale aperto ....... Bonne chance Amaranta.

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    1. E' quando si vuole bene a qualcuno si ha sempre un atteggiamento protettivo. Ovviamente non dovrebbe costituire mai un impedimento o un veto, che le esperienze vanno comunque compiute, però, talvolta è la visione esterna, di chi non è diettamente coinvolto, ad aiutare ad avere una percezione più reale, anche una maggiore consapevolezza dei rischi.
      Questo però non dovrebbe mai costituire nè intralcio nè invasione, che è giusto, come tu dici, giocarsi consapevolmente le proprie chance.

      In questo racconto, però, mi rendo conto di predicar bene e razzolar male, che ho travalicato i confini, ma di mezzo c'è Chinaski.........

      Bonne chance, Amaranta :)

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    1. Già, solo lei può sapere e, forse, conoscendola non dovrei preoccuparmi più di tanto che, magari, per una volta è Chinasky a correr qualche rischio :)))))))

      Avez-vous un alter ego?
      Je serais plus tranquille si il est venu avec la vôtre.

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  3. per Amaranta

    si si

    Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
    quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
    quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
    quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
    quando Dio creò Me creò Me
    quando Dio creò la scimmia stava dormendo
    quando creò la giraffa era ubriaco
    quando creò i narcotici era su di giri
    e quando creò il suicidio era a terra

    Quando creò te distesa a letto
    sapeva cosa stava facendo
    era ubriaco e su di giri
    e creò le montagne e il mare e il fuoco
    allo stesso tempo

    Ha fatto qualche errore
    ma quando creò te distesa a letto
    fece tutto il Suo Sacro Universo.

    da hank

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    1. E' una poesia meravigliosa che mi rasserena sulla sorte della mia alter ego e mi induce a rivalutare l'immagine di hank.
      Un uomo che scrive in questo modo ha dentro di sè Dio, seppur un Dio strutturato a sua immagine e somiglianza :(((

      ......ora capisco perchè Amaranta s'è così follemente innamorata di hank.
      Ora, finalmente, smetterò di preoccuparmi :)))))))


      Grazie!!!!!!!!!!






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  4. Difficile interferire su chi nasce con la libertà dentro, difficile sperare di comprenderne sino in fondo l'agire. Se poi se ne coglie il desiderio di seguire le tracce assai poco formali di gente come Charles, non è più difficile, è impossibile, persino inutile...

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    1. E' vero, Giò, che spesso capita di non capire le ragioni delle scelte altrui, che noi recepiamo come solo istintive e di getto, poco ragionate e, nel mio caso, addirittura catastrofiche.
      Questo accade perchè misuriamo tutto con la lunghezza del nostro metro e, troppo spesso, è un metro corto.
      E convengo con te che, per esser sulla scia di un Bukoswky, devi esser nata con la libertà dentro :)

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